Radio, televisione, stampa sembrano monopolizzati da un unico argomento: la crisi. Chi finora pensava che rifugiarsi nel cinema sarebbe stato l'unico modo per non sentirne parlare, dovrà ricredersi; almeno guardando il cartellone delle uscite in sala di questa settimana.  Precarietà, quattro variazioni sul tema. Variazione numero uno: realismo. È il caso di Disoccupato in affitto, il documentario di Luca Merloni, segue le vicende di Pietro Mereu, disoccupato in cerca di lavoro attraverso l'Italia: tra nostalgiche riflessioni e briciole di speranza. Variazione numero due: sorrisi amari. Sono quelli strappati dai giovani disposti a tutto di Workers di Lorenzo Vignolo, commedia italiana a episodi che prende spunto dalle storie disperate e surreali che popolano un'agenzia interinale. Variazione numero tre: melodramma. La condizione di coloro che non riescono a far fronte ai debiti contratti raccontata in Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret, film drammatico e commovente. Variazione numero quattro: tensione. In uscita il prossimo venerdì Margin Call di J.C Chandor, ventiquattro ore a Wall Street per seguire intrighi e movimenti di un istituto bancario che, alla vigilia della crisi globale, lotta per la sopravvivenza. Quattro aspetti differenti, ma inevitabilmente interconnessi della crisi economica globale. I risultati al box office ci sapranno dire se la crisi al cinema potrà incidere positivamente sulla crisi del cinema oppure se il grande schermo rimarrà luogo prediletto del tempo "senza pensieri", dedicato al solo e puro intrattenimento.
Editoriale

Variazioni sul tema