Elogio della follia
Il cinema è spesso associato ad una dimensione onirica. L’esperienza cinematografica può restituirci sensazioni del vissuto o proiettarci in dimensioni nuove, mai sperimentate.
Il cinema di David Lynch, ad esempio, è un esempio di surrealismo su grande schermo, uno stile narrativo e visivo che non ha eguali, soprattutto se pensiamo a Strade perdute. Sulla stessa linea d’onda il regista francese Gaspar Noè, autore di Irreversible e Enter the Void.
In quest’ultima pellicola, macchina da presa si insinua in un vortice di visioni. La percezione di luci, colori, suoni si amplifica e si fonde in un delirio immaginifico.
I vuoti, quelli in cui lo spirito fluttuante cerca di infilarsi, sono quelli dell’animo. Uno slalom tra percezione e visione.
Un’esperienza metafisica. In Enter the Void la perfetta aderenza tra protagonista e spettatore lascia senza fiato, un elogio dell’eccesso e della follia.

10 novembre 2011 